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    Vaccini Puglia a secco chiusi 17 hub su 22

    Puglia a secco coi vaccini

    Molti hub vaccinali sono rimasti chiusi per la carenza di sieri. Le prenotazioni che erano fissate per il pomeriggio, invece, sono state rinviate al 24, 25 o 29 giugno. La fornitura è attesa nella tarda mattina nel centro di stoccaggio dell’ospedale Di Venere a Carbonara.

    Mercoledì 23 giugno Pfizer consegnerà in Puglia circa 241mila dosi, ma in mattinata molti hub vaccinali sono rimasti chiusi per la carenza di sieri. La scorta di antidoti Pfizer è completamente esaurita e questo ha comportato il rinvio di migliaia di somministrazioni: solamente in provincia di Bari, oggi 17 dei 22 hub si sono dovuti fermare con le somministrazioni.

     

    Vaccino, in Puglia somministrato il 94,9% delle dosi disponibili. Ma il 23 giugno hub chiusi per carenza Pfizer

    La fornitura è attesa nella tarda mattina nel centro di stoccaggio dell’ospedale Di Venere a Carbonara, da dove poi le dosi saranno distribuite alle altre province. La somministrazione delle prime e seconde dosi a coloro che avevano la seduta fissata per questa mattina slitta a domani o dopodomani. Le prenotazioni che erano fissate per il pomeriggio, invece, sono state rinviate al 24, 25 o 29 giugno. In tutta la regione risultano in giacenza circa 146mila dosi di vaccini, quasi tutte però sono AstraZeneca, per la precisione 118mila.

    La Puglia è pronta a recepire la nuova direttiva del ministero della Salute che, per gli under 60 che hanno ottenuto la prima dose AstraZeneca, prevede la possibilità di rifiutare la vaccinazione eterologa (con Pfizer o Moderna) e di chiedere la somministrazione di seconda dose con AstraZeneca. È quanto conferma l’assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco, che si prepara a diramare una nota alle Asl nella quale sono previste le nuove indicazioni.

    Come è noto, nei giorni scorsi ministero e Comitato tecnico scientifico avevano inviato alle Regioni la raccomandazione perentoria di eseguire una vaccinazione eterologa agli under 60 che avevano ricevuto come prima dose il vaccino di Oxford (raccomandazione sorta in seguito alle polemiche sul caso di Camilla Canepa, la 18enne ligure, morta per trombosi nove giorni dopo aver ricevuto il vaccino anglo-svedese). Raccomandazione che però ha suscitato proteste in tutte le Regioni e un aumento dei rifiuti a sottoporsi alla seconda dose fra gli under 60.

    Da qui la nuova direttiva ministeriale che va incontro anche a quanto detto nei giorni scorsi dal presidente Michele Emiliano, il quale aveva fatto capire che l’ultima parola in merito alla seconda dose sarebbe spettata al medico vaccinatore. E dunque per chi rifiuta il mix con un vaccino a mRna c’è la possibilità di vaccinarsi con seconda dose AstraZeneca.

    Ma nella direttiva ci sono anche novità riguardo l’uso del vaccino Johnson&Johnson. Che è raccomandato per gli over 60, ma il rapporto rischi-benefici del suo impiego potrebbe risultare favorevole anche per gli under 60 nei quali la vaccinazione monodose sia preferibile.

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