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    Iuventus-Sassuolo Lopez gela lo Stadium al 95°

     

    Amara per Allegri la 200ª partita in A alla guida della Vecchia Signora: apre Frattesi, pareggia McKennie ma non basta, all’ultima azione il contropiede fatale ai bianconeri Un ko pesantissimo, in quella che (parola del mister) doveva essere una partita “non da giocare, ma da vincere”.

    Dopo 6 risultati utili consecutivi e dopo il bel pareggio contro i campioni d’Italia la Juve fa registrare un nuovo passo falso, riscoprendo tutte quelle fragilità che sembrava aver messo da parte. Una squadra senza fantasia in mezzo, costretta a schierare Dybala al centrocampo  e quindi estremamente leggera davanti, ma anche, nuovamente, troppo permeabile dietro. I bianconeri creano pochissimo, vanno sotto praticamente al primo affondo avversario, poi hanno quantomeno il merito di reagire, anche se lo fanno più con la rabbia e col carattere che con il gioco.

    Il gol-beffa arriva in un finale tutto all’arrembaggio ed è più merito della genialità di Berardi che demerito della difesa (naturalmente proiettata in avanti per l’ultimo minuto di recupero). Resta il fatto che anche con tutte le bocche da fuoco schierate contemporaneamente (Cuadrado, Dybala, Kaio Jorge, Chiesa, Kulusevski) gli uomini di Allegri facciano estremamente fatica a concludere con continuità verso la porta avversaria, come d’altronde già si era visto nelle ultime uscite.

    Eppure l’approccio iniziale è quello giusto, con un baricentro alto e un pressing quasi asfissiante in avvio d’azione. Un duro contrasto con Frattesi costringe al forfait De Sciglio dopo appena 13′ e dopo un avvio un po’ arroccato la prima grande chance della partita ce l’ha il Sassuolo, ma sul sinistro a giro di Berardi è bravo Perin ad allungarla in corner.

    I padroni di casa reagiscono sfruttando un paio di ottimi affondi di Chiesa, che però non si tramutano in occasioni degne di nota. La Juve tiene in mano il pallino del gioco, ma si ritrova senza idee negli ultimi 20-25 metri e non riesce mai a presentarsi con pericolosità dalle parti di Consigli. Per creare qualcosa serve l’invenzione, che arriva al 37′ dai piedi di Dybala: il suo sinistro improvviso però si stampa sul palo e finisce fuori. Il primo tempo sembra destinato a chiudersi su uno scialbo 0-0, ma alla seconda vera accelerazione del Sassuolo la squadra di Allegri capitola: perfetto inserimento di Frattesi, perso da Alex Sandro, che sull’imbeccata di Defrel incrocia nell’angolino e porta avanti i suoi.

    A inizio ripresa Allegri getta subito nella mischia Cuadrado per un impalpabile Rabiot, ma la musica non cambia. I bianconeri non sanno quasi mai cosa fare con la palla tra i piedi e sbagliano tanto in fase di impostazione. Col passare dei minuti però le squadre si allungano, gli spazi si aprono e attorno al quarto d’ora la Juve ha due ottime chance per pareggiare: sul destro di Cuadrado è bravo Ayhan a immolarsi sulla riga a Consigli battuto, sul sinistro di Dybala è invece perfetto il riflesso del portiere.

    Allegri si gioca anche la carta Kaio Jorge, che al 25′ va vicino al super gol in rovesciata, ma per rimettere in ordine la serata serve un calcio piazzato: sulla pennellata di Dybala sbuca la testa di McKennie, che sovrasta Ferrari e batte Consigli per l’1-1 alla mezzora. Per provare a vincerla entrano anche Kulusevski e Arthur, ma con la squadra tutta proiettata in avanti alla disperata ricerca del gol-vittoria, arriva invece la beffa: Berardi pesca meravigliosamente Lopez rimasto uno contro uno con McKennie, il francese fa il resto battendo Perin in uscita e ammutolendo lo Stadium.

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